Iscrizione delle tavole della legge Coro sud, parete sinistra, registro superiore (1). |
Innanzi tutto per la sua formazione culturale : da autodidatta ha letto tutto quel che c'è a disposizione sugli argomenti per cui ha interesse, soprattutto di Storia. Ha ascoltato tutta la musica possibile, conoscendo brani, opere e musicisti quanto altri pochi. In particolare ha studiato per una 30ina di anni la vita e l'opera , anche la tavolozza dal Pontormo (Jacopo Carucci da Pontorme), compresi i materiali usati per i colori e le tinte.
Questo post riguarda un'opera monumentale e fondamentale, ma perduta, di questo pittore.
Per l'approfondimento del Pontormo sono stati determinanti, oltre alle opere critiche degli studiosi Massimo Firpo, Salvatore Caponnetto ed altri, la frequentazione e lo studio, assiduo e costante del materiale conservato al 'Gabinetto dei disegni e delle Stampe' degli Uffizi : dunque gli strumenti giusti per l'assimilazione nell'ambito della filologia.
Studiare questo pittore gli ha permesso di assimilare quel ciclo pittorico, che ha chiamato 'gli affreschi proibiti' dell' abside di San Lorenzo in Firenze, a tal punto da consentirgli di riproporli in varie occasioni e mostre. Una di queste, allestita nella Basilica di S. Lorenzo in Firenze nel 2003, è stata commentata dal Prof. Antonio Paolucci, al tempo Soprintendente per il Polo Museale fiorentino, che fra l'altro ha scritto : 'Ci volevano il talento del pittore Alessandro Vannini e la determinazione di Massimo Pivetti, perchè la memoria e il rimpianto diventassero visibili figure'. Il commento è stato pubblicato in : 'Gli affreschi proibiti del Pontormo', Catalogo della mostra allestita alla Chiesa Cristiana Evangelica dei fratelli, Firenze, 16-30 Aprile 2005 - Tip. La Marina, Calenzano (Fi).
Erano state motivazioni innanzi tutto politiche,oltre che artistiche e culturali a far decidere alla decorazione della Cappella Maggiore di S. Lorenzo : la chiesa dei Medici. A far ottenere a Jacopo Carucci, al tempo il più importante pittore fiorentino, direttamente da Cosimo I° nel 1545, la commessa per quegli affreschi, poteva aver giocato la circostanza della sua possibile frequentazione con gli Artisti del nord Europa di passaggio dall'Italia? Di certo il Pontormo aveva già lavorato per casa Medici avendo ritratto Alessandro e Cosimo il Vecchio. Ma certamente il Circolo culturale e spirituale intorno a Juan de Valdés era forte e sostenuto dall' intellighentia del tempo ed attingeva direttamente alla fonte di Martin Lutero ed Erasmo da Rotterdam.
Quasi due secoli dopo in piena restaurazione, con i lavori di restauro della chiesa, vennero distrutti gli affreschi con l'approvazione della Elettrice Palatina Anna Maria Luisa, dopo la scomparsa dell'ultimo Medici.
Il Prof. Paolucci ci ricorda che 'In detto giorno andò in fumo la pittura di Jacopo da Pontormo che era stimata una delle bellezze di Firenze...', dal Diario del 'Capitolo di San Lorenzo' il 16 Ottobre 1738, ma - continua - '... il fumo o meglio la polvere colorata che dissolse gli affreschi luterani di Jacopo Carucci ... si è diradato'.
Gli affreschi sono ritornati fantasmatici, ... come per evocazione in un rito sciamanico.
Gli affreschi sono ritornati fantasmatici, ... come per evocazione in un rito sciamanico.
(1) Nessuno oggi vivente ha mai visto gli affreschi. Presso il 'Gabinetto' agli Uffizi sono conservati alcuni disegni preparatori e ricordare la visita e diffondere l'opera. Le notizie circa la collocazione delle varie scene sulle pareti, sono a noi note da questi schizzi eseguiti in primo luogo da artisti. Questi, di passaggio da Firenze, ove visitavano i monumenti e le opere d'arte della città, si fermavano volentieri ad ammirare con interesse il nuovo linguaggio pittorico che, scaturito della ventata luterana che circolava rapida in Europa, l'Artista l' aveva impiegato per l'allestimento del colossale lavoro di cui si sapeva già negli ambienti artistici.
Francoeffe
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